Latomie dei Cappuccini - BIENNALE INTERNAZIONALE d' ARTE CONTEMPORANEA di Siracusa

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Latomie dei Cappuccini

Biennale Internazionale d' Arte Contemporanea > Archeologia

Latomia dei Cappuccini


La Latomia dei Cappuccini è la più grande tra le latomie di Siracusa, in lingua siciliana essa viene anche chiamata sibbia.
Fu utilizzata sin dal VI secolo a.C. come cava per arricchire la città di monumenti e abitazioni. Dopo la vittoria di Siracusa sulle truppe ateniesi, i soldati catturati furono rinchiusi e lasciati morire all'interno delle latomie, tra cui quella dei Cappuccini (413 a.C.).
Alla fine del Cinquecento la latomia fu integrata al sovrastante convento di frati, da cui poi prese definitivamente il nome. Da quell'epoca fu sfruttata come orto per gli usi del convento. Brydone nel XVIII secolo ne fa la seguente descrizione:
« Le latomie formano ora un elegante giardino sprofondato sotto la superficie del terreno e sono senza dubbio uno dei luoghi più belli e romantici che io abbia mai veduto. Si trovano per intero a circa cento piedi sottoterra, e sono incredibilmente vaste. Il giardino è tutto tagliato in una roccia dura come il marmo, composta di un conglomerato di conchiglie, ghiaia ed altro materiale marino. Il fondo dell'immensa cava, da cui fu probabilmente tratta la pietra per costruire quasi tutta Siracusa, è ora ricoperto da un terriccio fertilissimo, e siccome è un luogo assolutamente riparato dal vento, è pieno di ogni sorta di arboscelli e bellissimi alberi da frutto, rigogliosi e imponenti, mai intristiti dalla tempesta. Aranci, limoni, bergamotti, melograni, fichi, eccetera, sono tutti di notevoli dimensioni e di qualità sopraffina. Alcuni di questi alberi, in particolare gli olivi, sorgono dalla viva roccia, senza traccia di terra, ed offrono uno spettacolo insolito e assai gradito all'occhio. »
Nel 1868 l'intero complesso delle latomie divenne di proprietà pubblica e acquisito dal Comune di Siracusa. Solo all'inizio del Novecento l'area fu aperta al pubblico e destinata a giardino grazie la realizzazione di infrastrutture, tra cui anche un piccolo teatro all'aperto, la suddivisione in aiuole e l'impianto di diverse specie ornamentali. A seguito di un crollo che interessò parte della Latomia, negli anni sessanta fu chiusa al pubblico per motivi di sicurezza e lasciata in abbandono.
Negli ultimi anni, dopo una serie di lavori di consolidamento e di sistemazione, la prima parte della Latomia è stata riaperta al pubblico, con la possibilità di visite guidate.
La latomia dei Cappuccini è interessata ogni anno da una serie di manifestazioni culturali intitolate LatomiArte, grazie alla presenza di un sito suggestivo e alla sua importanza storico-culturale.



 
 
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